20 maggio 2022
Il Decreto Legge pubblicato in GU il 30 aprile, n. 36: “Ulteriori misure urgenti per l'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR)” rappresenta l'ennesima invasione di campo contrattuale da parte del Governo.
L’esecutivo infatti ha scavalcato sindacati e Parlamento imponendo delle modifiche del contratto di lavoro unilaterali che prevedono ulteriori carichi di lavoro senza riconoscimento economico, farraginosi percorsi di reclutamento, assurdi meccanismi di progressione carriera meritocratica che hanno il solo scopo di foraggiare corsi alle “scuole di alta formazione”: Indire, Invalsi e Università italiane e straniere (a ciascuno la valutazione di quanto bene abbiano portato in questi anni alla scuola). Si tratta di un ulteriore passo nella deriva verticistica che sta comprimendo sempre più la democrazia nella gestione della scuola, luogo che dovrebbe esserne la culla.
A fronte di questo ennesimo affronto, il governo non ha ancora avviato i tavoli per il rinnovo di un contratto scaduto dal 2018. Si tratta quindi di una doppia mortificazione per la categoria: rispetto al trattamento economico e rispetto alla dignità professionale: i docenti infatti sono sempre più relegati al ruolo di meri esecutori anziché di professionisti.
Lo sciopero è soltanto il primo passaggio al quale seguiranno tutte le azioni di lotta possibili. La situazione è molto grave, perciò invito la categoria a essere unita e compatta nell'adesione alla protesta non è sufficiente lamentarsi nei corridoi delle scuole e chiedere cosa facciano i sindacati… i sindacati stanno denunciando energicamente la gravità della situazione ma hanno bisogno del sostegno di tutti.
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