prodoc gen268 gennaio 2025
(MALA) EDUCAZIONE SENTIMENTALE
di Renza Bertuzzi

Un anno è di nuovo terminato e, come da diverso tempo a questa parte, è stato un anno di molto dolore. Violenze, guerre, genocidi stanno ancora lì, in guerre perpetue, che continuano e uccidere giovani e meno giovani e a distruggere città, territori, futuro delle popolazioni. Chi dovrebbe tentare di fermare le carneficine cincischia quasi gioca, sostanzialmente incapace o attento a curare interessi piuttosto che a tentare di salvare vite umane.
In una scala inferiore a quella del dolore, si colloca l'ira verso il diritto all'istruzione, calpestato, di fatto negato, piano piano, come quella rana-nell'apologo orma famoso- messa in una pentola di acqua fredda che si scalda lentamente per poi diventare bollente che le impedisce così di uscire fuori.
Nello stesso modo si comportano i mutamenti nell'istruzione del nostro Paese, piccoli passi che formeranno a poco a poco un altro mondo, passi normativi e condizioni economico sociali che trasformano, i primi, la funzione istituzionale della scuola e le seconde, la possibilità di usufruire del diritto allo studio.
E poi l'indignazione per un ennesimo contratto dei docenti, misero, ancora più offensivo dopo le dichiarazioni, coram populi, di politici insinceri e di intellettuali inascoltati.
Di questo si parla nel numero di gennaio della nostra rivista.
Si comincia con l'indignazione per un contratto, molto simile, dal punto di vista economico, a quelli passati, ma che presenta anche spiragli politico/ normativi non secondari, nella direzione dalla Gilda auspicata, che hanno convinto la nostra associazione a firmare Ne scrivono il Coordinatore nazionale, Vito Carlo Castellana, Le ragioni di una firma e Patrizia Basili, Ciò che non siamo ciò che non vogliamo, pagg. 3-4-6.
Poi il dolore per guerre, morti, destini distrutti e l'ira per il diritto allo studio ormai negato a livello internazionale, malgrado i principi approvati dall'articolo 26 della Dichiarazione universaledei diritti dell'uomo, complici guerre e distruzioni, ma si presentano anche situazioni di tutela di questo diritto. Alle pagg. 6-7-8-9-10 Marina Calamo Specchia, Pace, guerra e diritti violati; Massimo Quintiliani, Scuola in ospedale; Antonio Massariolo, Soldi, soldi, soldi e addio al diritto allo studio; Marco Morini, Si può fare, basta volerlo.
Ancora, la Costituzione, faro sempre da seguire, e quindi l’inganno del privato è bello, la proprietà privata e la privatizzazione dell’Istruzione, pagg. 14-14-16, Francesco Pallante, La prevalenza costituzionale del lavoro sulla libertà dell’iniziativa economia privata e sul diritto di proprietà; Mario Pomini. IFTS, ITIS, o ITS academy o cos'altro ancora?.
La scuola con la Matematica, disciplina ostica, che non serve alla vita e la scuola nel tempo.
Parlano del primo tema, Ana Millan Gàsca, Le bellezza dei numeri, in un intervista di Renza Bertuzzi con ricordo di Giorgio Israel, Gianluigi Dotti, Giorgio Israel: un ricordo costante e immutabile, pag.13; del secondo ne scrive Piero Morpurgo 1957, Albert Camus e Ada Gobetti in difesa della coscienza di studente e studentesse. Pagg.10-11.
Spiragli, strumenti culturali che aiutano a comprendere la realtà, ad aprire piccoli ma essenziali varchi. Pagg.17- 18-19-20-21.
Giulio Ferroni, Natura vicina e lontana, a cura di Giovanni Carosotti Cultura storica e difesa dell’ambiente che la scuola non dovrebbe ignorare; Piero Bevilacqua, Sole rovente, a cura di Renza Bertuzzi, Cuori di ghiaccio; Pino Ippolito Armino, Storia dell'Italia Meridionale, a cura di Pierluigi Pedretti, Il Sud, ombre strutturali ma grandi potenzialità; Michel Petit, Siamo animali poetici, a cura di Fabrizio Tonello.
Recuperare L’armonia perduta; e Novella Nicodemi. Massio Mirra Libri e film, due mondi a parte che si completano.
Infine il Congresso nazionale della Gilda Unams, Veronica De Michelis Autonomia Scolastica, Fallimento o grande incompiuta?

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