23 novembre 2022
Come avrete saputo, l'11 novembre scorso è stata siglata all’ARAN la sequenza economica del contratto 2019/21 di cui vi allego le tabelle. La firma del CONTRATTO ECONOMICO lampo era stata preceduta da un incontro fra sindacati e ministro Valditara in data 10.11.22 risoltosi con un accordo politico.
Si parla di aumenti di 105 € medi lordi per 13 mensilità e arretrati fino a 3000 €. Gli arretrati a partire dal 2019 saranno liquidati entro dicembre 2022 con un’emissione speciale e saranno soggetti a tassazione separata. Saranno corrisposti in proporzione al servizio prestato anche per i docenti collocati a riposo e per quelli con contratto a tempo determinato al 30.06 o al 31.08.
L’accordo prevede l'anticipo del 95% delle risorse disponibili:
- 2,21 miliardi per gli aumenti contrattuali e gli arretrati
- 89 milioni per la retribuzione professionale dei docenti
- 100 milioni una tantum stanziati dal nuovo governo destinati alla componente fissa della retribuzione accessoria per l’anno 2022.
E’ stato rinviato a gennaio 2023 un successivo passaggio che sfrutterebbe le risorse ricavate dalla Legge di Bilancio per arrivare a 124€ di aumento lordo medio. Per questo ulteriore aumento, se proprio il governo non riuscirà a ricavare nuovi stanziamenti dalla legge di bilancio, attingerà ai 340mln già destinati da Bianchi per la valorizzazione del personale che verranno “dirottati” nello stipendio tabellare.
Adesso si attende l’avvio della contrattazione rispetto alla parte normativa del contratto, le priorità dovranno riguardare:
- La parità dei diritti tra personale a tempo determinato e indeterminato, ovvero, in accordo con gli orientamenti giurisprudenziali, la cancellazione di tutte le norme discriminatorie;
- L’eliminazione dei vincoli alla mobilità.
- Una maggiore chiarezza normativa rispetto ai diritti (regolamentazione del part time, dei permessi ecc.) e al diritto alla retribuzione di qualsiasi impegno richiesto oltre al tempo di insegnamento ed attività funzionali compresa la formazione;
- Eliminazione dei pagamenti forfetari;
Salutiamo con cauto ottimismo il cambiamento di atteggiamento del nuovo esecutivo ed in particolare del ministro che ha convocato i sindacati a breve distanza temporale dal suo insediamento. Ci auguriamo si tratti di un’inversione di tendenza rispetto alle politiche precedenti che hanno escluso le organizzazioni sindacali dall’informazione, dalla trasparenza e dal confronto riducendone gli spazi di intervento. Evidenziamo anche la tempestività con cui si è passati dagli accordi verbali alla siglatura ufficiale, tuttavia richiediamo ulteriore maggiore attenzione rispetto alla scuola per arginare la perdita del potere d’acquisto degli stipendi dovuta all’inflazione. E’ apprezzabile anche la disponibilità a trasferire sul tabellare la quota del MOF riguardante la valorizzazione, è sempre stata una battaglia della Gilda: trasferire l’accessorio sul tabellare con i relativi vantaggi dal punto di vista contributivo e previdenziale.
Alcune perplessità riguardano invece la squadra dei collaboratori del ministro, “riciclati” da legislature precedenti che non hanno contribuito sicuramente al miglioramento della qualità del lavoro dei docenti.













