Oggi noi pretendiamo si dia seguito all’accordo del 24 aprile scorso attraverso un decreto di urgenza. Se ciò non dovesse accadere torneremo con le azioni di lotta a partire da uno sciopero generale in autunno".
Lo ha detto Francesco Sinopoli, segretario generale FLC CGIL, durante la conferenza stampa indetta dalle cinque organizzazioni sindacali per fare il punto sulla situazione dei docenti precari. "A questo punto - ha aggiunto Sinopoli - ci aspettiamo delle risposte, il tempo è scaduto. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, firmò e ci mise la faccia e noi sindacati abbiamo fatto altrettanto. Se questo governo non è in grado di far andare avanti il Paese ne tragga le conseguenze".


Questa mattina le cinque sigle principali dei sindacati del comparto Scuola (FLC CGIL, Cisl, Uil, Snals Confsal e Gilda) si sono riunite a Roma per sollecitare al governo l’attuazione dell’intesa firmata ad aprile con il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, per la stabilizzazione dei circa 55 mila insegnanti precari e che rischia di saltare.

"Speriamo che oggi alle 19 in Consiglio dei ministri - ha detto in conferenza stampa Pino Turi, di Uil Scuola - ci sia un po’ di buon senso e si parli di Scuola. Si deve uscire dalla dinamica degli scontri ideologici ed è il momento di cominciare ad affrontare i problemi veri. Faremo una battaglia unitaria contro la politica che vuole usare la Scuola come strumento di scontro".

A richiamare l’attenzione sul fatto che l’inizio dell’anno scolastico è alle porte è stato Gianluigi Dotti, della direzione nazionale Gilda, che ha sottolineato: "Siamo molto preoccupati. Rispetto agli anni passati, quello che sta per iniziare sarà più difficile. La situazione dei precari è straordinaria e per questo si richiede uno sforzo straordinario da parte della politica. Stabilizzare i precari è un favore che si fa a tutta la Scuola".

Elvira Serafini di Snals ha ribadito che il motivo dell’incontro congiunto di oggi è che "ci siamo resi conto che l’intesa del 24 aprile è diventata molto traballante. Ma non faremo nessun passo indietro, costi quel che costi. Nel frattempo attendiamo la decisione di oggi al Consiglio dei ministri".

Per Maddalena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola, "il problema di cui stiamo discutendo non riguarda sola la Scuola ma tutto il Paese e se la situazione non si sbloccherà ciò sarà visibile il primo settembre con l’avvio dell’anno scolastico. I contrasti all’interno del governo - ha concluso - stanno mettendo a rischio il sistema Scuola. Ci chiediamo, a questo punto, che tipo di visione ha il governo sulla Scuola. Sarebbe bene capire se anche questo settore è soggetto alla scorribanda politica o c’è un reale interesse per il bene comune".

(Agenzia Agi)

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