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DIDATTICA A DISTANZA, GILDA: NO AD ABUSI DA PARTE DEI DIRIGENTI SCOLASTICI
COMUNICATO STAMPA
“La maggior parte dei docenti italiani, pur se nei limiti dettati dalle tecnologie e dalle competenze digitali di ciascuno di loro e dei propri studenti, si sta adoperando attraverso la didattica a distanza per continuare a svolgere le lezioni. Riteniamo importante sottolineare, però, che modi, tempi e metodi impiegati nell’attuazione della didattica a distanza devono essere lasciati alla discrezionalità dei singoli docenti, nel rispetto della libertà d’insegnamento sancita dall’articolo 33 della nostra Costituzione”. Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, interviene in merito agli eccessi di decisionismo dirigenziale dimostrati da alcuni presidi.
“La libertà d’insegnamento costituzionalmente garantita – prosegue Di Meglio – è ribadita anche dal Ministero dell’Istruzione nella nota dell’8 marzo scorso in cui si legge che ‘a seconda delle piattaforme utilizzate, vi è una varietà di strumenti a disposizione. Si ricorda, peraltro che la normativa vigente (Dpr 122/2009, D.lgs 62/2017), al di là dei momenti formalizzati relativi agli scrutini e agli esami di Stato, lascia la dimensione docimologica ai docenti, senza istruire particolari protocolli che sono più fonte di tradizione che normativa’.
L’emergenza che stiamo affrontando impone a ciascuno di fare responsabilmente la propria parte, evitando contrapposizioni e sfoggi muscolari che in questo momento non possono che nuocere alla scuola”.
“In questi giorni di aule deserte in tutta Italia forse ci si sta rendendo conto di ciò che la scuola è: un luogo dove trasmettere conoscenza, cultura, valori attraverso la troppo spesso criticata ‘lezione frontale’ che adesso tanto manca e sulla quale, quando questa nostra ora più buia sarà passata, occorrerà aprire una riflessione per rivalutarla e valorizzarla”, conclude Di Meglio.
Roma, 12 marzo 2020
UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI
Ester Trevisan
Coronavirus, sospensione delle attività didattiche fino al 3 aprile
martedì 10 marzo 2020
È quanto prevede il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo, approvato ieri sera e pubblicato in Gazzetta Ufficiale
Sospensione delle attività didattiche in tutte le scuole del Paese fino al prossimo 3 aprile. È quanto prevede il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo, approvato ieri sera e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Sospesa, sempre fino al 3 aprile, anche la frequenza delle attività di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ferma restando la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza ad esclusione dei corsi per i medici in formazione specialistica e dei corsi di formazione specifica in medicina generale, nonché delle attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie.
Sono sospese le riunioni degli organi collegiali in presenza.
Come previsto dai precedenti Decreti, restano sospesi, fino al 3 aprile, iviaggi d´istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche comunque denominate, programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
E i dirigenti scolastici attivano, per tutta la durata della sospensione delle attività didattiche nelle scuole, modalità di didattica a distanza, con riguardo anche alle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.
(fonte: Miur)
Mobilità, necessario rinvio per la presentazione delle domande
martedì 10 marzo 2020
E´ la richiesta fatta al Capo Dipartimento per il servizio di istruzione e formazione da parte dei cinque sindacati maggiormente rappresentativi
Le organizzazioni sindacali, considerato il perdurare dell’attuale emergenza epidemiologica, la cui gravità ha indotto il Governo all’applicazione generalizzata in tutta Italia delle misure in origine prescritte a una sola porzione territoriale, ritengono che non sussistano nel modo più assoluto le condizioni per uno svolgimento nei tempi annunciati delle procedure riguardanti la mobilità del personale docente, educativo ed ATA per l’a.s. 2020/2021, in particolare che non sia possibile far partire dal 16 marzo il periodo previsto per la presentazione delle domande.
In una situazione che si è ulteriormente complicata ed aggravata, è assolutamente necessario rispettare rigorosamente le disposizioni governative, limitando al minimo i contatti e gli spostamenti, nell’interesse dell’intera collettività. Ancorché la presentazione delle domande avvenga con modalità on line, è consuetudine consolidata che le sedi sindacali e gli stessi uffici dell’Amministrazione siano soggetti a una mole non indifferente di richieste di consulenza, normalmente svolta in presenza nelle diverse sedi. Ciò è del tutto improponibile nella fase attuale, che impone di ridurre drasticamente ogni occasione di contatto diretto e ravvicinato tra le persone.
Quanto al rischio di pregiudicare la tempistica dei movimenti rispetto alle esigenze di regolare avvio dell’anno scolastico, vale la pena osservare che più volte, in passato, sono stati possibili differimenti delle scadenze senza alcuna ricaduta negativa sull´attività didattica. Si chiede pertanto una proroga che ragionevolmente preveda l’avvio delle procedure solo a conclusione del periodo di sospensione delle attività didattiche, il cui termine è oggi fissato al 3 Aprile p.v..
Si confida che le presenti osservazioni e proposte siano tenute nella giusta considerazione. Si resta a disposizione per un ulteriore approfondimento anche al fine di individuare in maniera condivisa modalità semplificate per la presentazione delle domande.
Roma, 10 marzo 2020
| FLC CGIL Francesco Sinopoli |
CISL FSUR Maddalena Gissi |
UIL Scuola RUA Giuseppe Turi |
SNALS Confsal Elvira Serafini |
GILDA Unams Rino Di Meglio |
Emergenza Coronavirus: previste nuove misure urgenti di contenimento
domenica 8 marzo 2020
Il provvedimento allarga le zone ad alto rischio, estendendole all´intera Lombardia e ad altre province di Emilia Romagna, Marche, Piemonte, Veneto
Nella notte tra il 7 e l´8 marzo 2020 il governo ha emanato un nuovo DPCM recante ulteriori misure di prevenzione e di contenimento della diffusione del virus Covid-19. Nelle zone considerate ad alto rischio ("ex zone rosse") non è più prevista la chiusura delle scuole, ma la sospensione delle attività didattiche. Pertanto vengono superati i contenuti del DPCM del 4 marzo.
L´articolato conferma, sull´intero territorio nazionale, gran parte delle disposizioni già contenute nei precedenti DPCM e prevede misure più restrittive per le zone in cui si è registrata negli ultimi giorni una maggior diffusione del contagio.
La cosiddetta zona ad altro rischio è stata allargata all´intera regione Lombardia e alle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini, Pesaro Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia, con restrizioni rigorose alla mobilità delle persone. In queste zone, sono annullate tutte le iniziative che prevedano aggregazione di persone.Per quanto riguarda i servizi educativi, le scuole di ogni ordine e grado, i corsi di formazione professionale, le Università, le Istituzioni AFAM sono sospese tutte le attività in presenza fino al 3 aprile, escludendo qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa. Non saranno effettuate riunioni degli Organi Collegiali in presenza.
Su tutto il resto del territorio nazionale restano in vigore le disposizioni relative alla sospensione dei servizi educativi e delle attività didattiche in presenza fino al 15 marzo, confermando la possibilità per tutta la durata dell´emergenza di attivare modalità di didattica e formative a distanza. Le Università e le Istituzioni AFAM favoriranno il recupero delle attività necessarie al completamento del percorso didattico, successivamente al ripristino dell´ordinaria funzionalità.
Per le istituzioni scolastiche, il DPCM ribadisce l´obbligo di certificato medico dopo 5 giorni per la riammissione degli alunni assenti per malattia soggetta a notifica obbligatoria e la sospensione di viaggi di istruzione, visite guidate, ecc. Le scuole sono tenute a applicare le disposizioni previste per le pubbliche amministrazioni in merito alle informazioni sulle misure di prevenzione igienico sanitarie.
Considerata l´emergenza in atto e la necessità di contenere il più possibile gli spostamenti per ragioni lavorative, nelle zone indicate dall´art. 1 del DPCM dell´8 marzo, per l´intera durata del periodo di emergenza, gli istituti scolastici possono adottare forme di lavoro agile e flessibilità organizzativa, anche promuovendo, a domanda del lavoratore, periodi di congedo ordinario/ferie.
L´accesso al lavoro agile, come previsto dalle disposizioni vigenti, è consentito a tutti i profili professionali, anche dirigenziali, con particolare riferimento a condizioni personali di salute, cura dei figli a seguito della contrazione dei servizi di asili nido e scuola dell´infanzia, uso dei mezzi pubblici per raggiungere la sede di lavoro.
Continuiamo a seguire con attenzione l´evolversi della situazione e a sollecitare i Ministeri affinché forniscano man mano aggiornamenti e indicazioni chiare sui comportamenti da adottare al fine di garantire i diritti e la salute di tutti.
Abbiamo inoltre ribadito al Ministero che la possibilità di accedere con priorità a forme di smart working è consentita anche ai lavoratori pendolari residenti fuori del Comune sede di servizio.
Riteniamo che la presenza a scuola del personale ATA debba essere limitata al numero strettamente indispensabile per l´espletamento dei servizi minimi, inderogabili e indifferibili. Nel caso in cui questi non possano essere resi con modalità a distanza, come ad esempio per i collaboratori scolastici, abbiamo proposto che tali prestazioni, in accordo con la RSU/Sindacato, siano assicurate attraverso turnazioni e utilizzo di unità ridotte di personale, con l´obiettivo di rispettare le misure di sicurezza finalizzate a ridurre la diffusione del contagio.
In questo stato di emergenza, anche per i settori privati, l´organizzazione del lavoro, sempre per evitare situazioni di contagio, deve essere improntata a criteri di flessibilità, favorendo le richieste di congedo da parte dei dipendenti, fatto salvo quanto previsto per l´accesso al Fondo di Integrazione Salariale (Fis). In tal senso, i poteri datoriali vanno finalizzati alla riduzione al minimo degli spostamenti dei lavoratori sul territorio; è quindi fondamentale confrontarsi con le Rsu/sindacati territoriali vista l´emergenza che comporta accordi ad hoc, considerato che le regole vigenti non sono al momento adeguate.
Al Mi e al MUR abbiamo ribadito la nostra disponibilità ad ulteriori interlocuzioni per trovare soluzioni organizzative che tutelino sia la salute dei lavoratori sia la funzionalità dei luoghi di lavoro.
Auspichiamo che i provvedimenti adottati possano consentire il rapido superamento dell´emergenza e la piena ripresa delle attività e della vita sociale nei luoghi della conoscenza e in tutto il Paese.
Roma, 8 marzo 2020
| FLC CGIL Francesco Sinopoli |
CISL FSUR Maddalena Gissi |
UIL Scuola RUA Giuseppe Turi |
SNALS Confsal Elvira Serafini |
GILDA Unams Rino Di Meglio |
MOBILITÀ E CHIUSURA SEDE
Cari colleghi,
Chi fosse interessato e necessitasse di assistenza per la compilazione, è pregato di farcelo sapere entro venerdì 13 per un primo monitoraggio attraverso la compilazione di questa pagina web specificando se necessita la possibilità, capacità di effettuare un collegamento via Skype. Questo ci consentirà di poter capire quale sarà la mole di lavoro per noi e poterci organizzare al meglio per garantirvi un servizio efficiente stanti le limitazioni dovute alla situazione di emergenza.
Vi chiediamo quindi la massima collaborazione e comprensione. Non sarà più possibile gestire la consulenza come negli anni precedenti per cui dovremo
- Limitare la consulenza in sede nei soli casi indifferibili (che dovranno essere organizzati in modo disciplinato, scaglionati e rigorosamente su appuntamento);
- Dare la precedenza a chi presenta la domanda per la prima volta;
- Privilegiare l’assistenza telefonica o telematica o le video conferenze (ad esempio skype, pertanto vi esortiamo fin d’ora ad attivare un account se già non lo avete);
- Seguiremo solo chi è provvisto delle credenziali esatte per entrare in istanze on line: user, pw e codice personale (chi le avesse perse ecc. è pregato di procurarsele per tempo)
RACCOMANDAZIONI
Nel rispetto di tutti e al fine di poter assistere chi ha veramente necessità,
- fate la richiesta solo se siete veramente convinti/e di presentare la domanda, quest’anno non ci saranno tempo e condizioni per gestire eventuali perplessità, esitazioni, dubbi, ripensamenti ecc.;
- fate la richiesta per tempo.
Anche per questa settimana, martedì 10 e giovedì 12, la sede rimarrà chiusa al pubblico salvo emergenze. Rimaniamo comunque a disposizione rispondendo a mail e telefonate ai cellulari.
Approfitto per inviare un cordiale saluto e augurare a tutti buona salute.
Michela Gallina
Mobilità: necessaria revisione del CCNI, ma dal Ministero chiusura totale
venerdì 6 marzo 2020
La Gilda commento l´incontro tra sindacati e Amministrazione sull´ordinanza
“Sulla mobilità dobbiamo registrare una chiusura totale da parte dell’Amministrazione che ha risposto picche alle nostre richieste. E a fare le spese di questa intransigenza saranno, come al solito, i docenti”.
Così la Gilda degli Insegnanti commenta l’esito dell’incontro che si è svolto ieri tra organizzazioni sindacali e Ministero dell’Istruzione sull’ordinanza della mobilità 2020/2021.
“L’Amministrazione si è opposta alla nostra richiesta di riaprire il CCNI 2019/2020 per affrontare le criticità che erano emerse lo scorso anno e per regolamentare tutte le novità normative che nel frattempo sono state emanate. Per motivare il rifiuto, - spiega la Gilda - il Ministero ha tirato in ballo i tempi troppo lunghi che avrebbe una trattativa e la certificazione degli organi competenti. Alla controproposta di accogliere le nostre rivendicazioni direttamente nell’ordinanza sulla mobilità, l’Amministrazione ha risposto di nuovo negativamente”.
“A causa di un organigramma ancora incompleto e di un clima generale di confusione nella gestione della macchina amministrativa, le operazioni di mobilità procedono, dunque, con grave ritardo” conclude la Gilda che evidenzia, inoltre, la necessità di posticipare dopo il 15 marzo l’avvio della presentazione delle domande di mobilità perché fino a quella data le scuole resteranno chiuse a causa dell’emergenza coronavirus.
Roma, 6 marzo 2020
Ufficio stampa Gilda Insegnanti
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