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Formazione obbligatoria, Gilda: il lavoro gratuito non esiste
venerdì 14 febbraio 2020
Il commento di Rino Di Meglio sull´atto di indirizzo politico-istituzionale della ministra Azzolina
“In nessun ordinamento giuridico è previsto che i lavoratori prestino servizio a titolo gratuito: il lavoro va retribuito sempre e in misura proporzionale all’impegno, sia chiaro alla ministra Azzolina quando scrive nell’atto di indirizzo politico-istituzionale che il prossimo contratto nazionale dovrà definire il monte ore annuale obbligatorio per la formazione”. A dichiararlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.
“Inserire nel contratto le ore spese dai docenti per la formazione comporterebbe un aumento dell’orario di lavoro che in alcun modo è accettabile sia svolto gratis. Considerato che le risorse attualmente disponibili per il rinnovo del contratto sono ben lontane dal soddisfare la legittima rivendicazione di un dignitoso aumento di stipendio, - incalza Di Meglio - saremmo curiosi di sapere come la ministra intenderebbe retribuire le ore di formazione che rappresentano lavoro aggiuntivo per gli insegnanti. Sarebbe preferibile, invece, inserire nel contratto periodi sabbatici per consentire l’aggiornamento degli insegnanti, analogamente a quanto avviene per i professori universitari”.
“Per quanto riguarda l’aspetto tecnologico, poi, apprendiamo con piacere l’intenzione di implementare un sistema informatico per incrociare i titoli di studio e formativi acquisiti dagli insegnanti con i loro dati anagrafici relativi al servizio prestato. Peccato, però, che l’Amministrazione non sia mai stata in grado finora di mettere a frutto la banca dati, costringendo i docenti a riempire pagine su pagine con i loro servizi ogni volta che devono compilare una domanda di mobilità”.
Roma, 14 febbraio 2020
Ufficio stampa Gilda Insegnanti
La scuola sciopera per i precari
mercoledì 12 febbraio 2020
Stabilità e dignità del lavoro, reclutamento, abilitazioni, contratto
Lo sciopero del 6 marzo mette al centro i diritti dei lavoratori precari della scuola e rilancia i temi dell’Intesa del 24 aprile scorso con il premier Conte: percorsi abilitanti a regime, stabilizzazione dei precari, concorso riservato per i facenti funzioni di Direttori Amministrativi (Dsga).
Questi gli obiettivi e le ragioni dell’azione sindacale:
Percorsi abilitanti straordinari: siamo già troppo in ritardo
Avviare subito la procedura abilitante straordinaria per i docenti aventi titolo (scuole paritarie, docenti con servizio misto, docenti di ruolo provenienti da altri ordini di scuola, docenti provenienti dai percorsi di IeFp)
Sistema permanente di abilitazione all’insegnamento
Attualmente manca per la scuola un sistema strutturale di abilitazione e quindi di accesso all’insegnamento, che garantisca una formazione specifica e di qualità. Restano a oggi disattesi gli impegni che in tal senso sono indicati nell’intesa del 1° ottobre 2019 e nel verbale di conciliazione del 19 dicembre.
Concorso riservato ai docenti di scuola secondaria di primo e secondo grado con almeno tre anni di insegnamento nella scuola statale. È necessario:
1. valorizzare gli anni di insegnamento, valutando il servizio in misura prevalente rispetto al punteggio della prova concorsuale
2. ammettere al concorso riservato i docenti che hanno insegnato per tre anni solo su posti di sostegno sprovvisti di titolo di specializzazione
3. pubblicare la banca dati dei quesiti per favorire una migliore preparazione dei docenti, analogamente a quanto avviene per molte altre procedure di selezione
Concorso ordinario di scuola secondaria di primo e secondo grado
Uniformare su tutto il territorio nazionale il punteggio minimo richiesto nella prova preselettiva per l’accesso ai concorsi ordinari.
Concorso riservato per facenti funzione Dsga
Avviare il concorso riservato per gli assistenti amministrativi di ruolo che hanno svolto per almeno tre anni le funzioni di DSGA, anche se privi di titolo specifico.
Gli impegni disattesi dal Governo e il nostro programma di mobilitazione
La Ministra non tiene fede agli impegni, sottoscritti dal Governo in più occasioni, finalizzati a dare stabilità al lavoro e qualità alla scuola. Le procedure straordinarie che si stanno predisponendo non rispondono all’esigenza di una adeguata valorizzazione del lavoro svolto precariamente per consistenti periodi.
L’assenza di un sistema organico e permanente di abilitazione e accesso all’insegnamento crea i presupposti per la reiterazione del precariato, come avvenuto finora con la moltiplicazione delle supplenze che si rende necessario ogni anno conferire.
Oltre ai temi del reclutamento e del precariato, al centro della giornata di sciopero, restano le questioni che più in generale riguardano il settore, a partire dal rispetto degli impegni assunti per un incremento degli stanziamenti attualmente previsti per il rinnovo del contratto di lavoro, perché sia finalmente riconosciuto e valorizzato in modo giusto e dignitoso l’impegno professionale del personale docente, educativo e ATA.
Roma, 4 febbraio 2020
| FLC CGIL | CISL Scuola | UIL Scuola Rua | SNALS Confsal | GILDA Unams |
| Francesco Sinopoli | Maddalena Gissi | Giuseppe Turi | Elvira Serafini | Rino Di Meglio |
CHIARIMENTI BOZZA CONCORSO ORDINARIO PRIMARIA E INFANZIA
I bandi di concorso (tutti i bandi compresi quelli della secondaria) saranno pubblicati non prima della metà di marzo e successivamente ci saranno 30 giorni a disposizione per fare le domande tramite istanze on line o SPID.
REQUISITI DI AMMISSIONE CONCORSO ORDINARIO EEEE/AAAA
Sono ammessi i candidati che entro la data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, siano in possesso di uno tra i seguenti titoli:
- titolo di abilitazione all’insegnamento conseguito presso i corsi di laurea in scienze della formazione primaria o analogo titolo conseguito all'estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente;
- diploma magistrale con valore di abilitazione o diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, o analogo titolo di abilitazione conseguito all’estero e riconosciuto in Italia ai sensi della normativa vigente, purché conseguiti entro l’anno scolastico 2001/2002, e in particolare:
- per i posti comuni della scuola primaria, il candidato in possesso del titolo di studio conseguito entro l'anno scolastico 2001-2002, al termine dei corsi quadriennali e quinquennali sperimentali dell'istituto magistrale, iniziati entro l'anno scolastico 1997-1998 aventi valore di abilitazione ivi incluso il titolo di diploma di sperimentazione ad indirizzo linguistico di cui alla Circolare Ministeriale 11 febbraio 1991, n. 27;
- per i posti comuni della scuola dell'infanzia, il candidato in possesso del titolo di studio conseguito entro l'anno scolastico 2001-2002, al termine dei corsi triennali e quinquennali sperimentali della scuola magistrale, ovvero dei corsi quadriennali o quinquennali sperimentali dell'istituto magistrale, iniziati entro l'anno scolastico 1997-1998 aventi valore di abilitazione ivi incluso il titolo di diploma di sperimentazione ad indirizzo linguistico di cui alla Circolare Ministeriale 11 febbraio 1991, n. 27.
REQUISITI DI AMMISSIONE PER IL SOSTEGNO
DOMANDA DI PARTECIPAZIONE
Per accedere al concorso è previsto il pagamento di un contributo di segreteria pari ad euro 10,00 per ciascuna delle procedure per cui si concorre. Il pagamento deve essere effettuato esclusivamente tramite bonifico bancario sul conto intestato a: sezione di tesoreria 348 Roma succursale IT 28S 01000 03245 348 0 13 2410 00 Causale: “regione – ordine di scuola / tipologia di posto - nome e cognome - codice fiscale del candidato” e dichiarato al momento della presentazione della domanda tramite il servizio POLIS-Istanze on line.
EVENTUALE PROVA PRESELETTIVA
I candidati ammessi a ciascuna sessione hanno a disposizione una postazione informatica, da utilizzare per lo svolgimento della prova. La prova è costituita da 50 quesiti a risposta multipla con quattro opzioni di risposta, di cui una sola corretta, così ripartiti:
- capacità logiche: 20 domande;
- capacità di comprensione del testo: 20 domande;
- conoscenza della normativa scolastica: 10 domande
Sono ammessi alla prova scritta un numero di candidati pari a tre volte il numero dei posti messi a concorso nella singola regione per ciascuna procedura. Sono altresì ammessi alla prova scritta coloro che, all’esito della prova preselettiva, abbiano conseguito il medesimo punteggio dell’ultimo degli ammessi, nonché i soggetti di cui all’articolo 20, comma 2 bis della legge 5 febbraio 1992 n. 104. Il mancato collocamento in posizione utile all’esito della prova preselettiva comporta l’esclusione dal prosieguo della relativa procedura concorsuale.
PROVA SCRITTA PER I POSTI COMUNI E DI SOSTEGNO
- per i posti comuni, in due quesiti a risposta aperta che prevedono la trattazione articolata di tematiche disciplinari, culturali e professionali, volti all’accertamento delle conoscenze e competenze didattico-metodologiche in relazione alle discipline oggetto di insegnamento nella scuola primaria e ai campi di esperienza nella scuola dell’infanzia;
- per i posti di sostegno, in due quesiti a risposta aperta inerenti alle metodologie didattiche da applicarsi alle diverse tipologie di disabilità, finalizzati a valutare le conoscenze dei contenuti e delle procedure volte all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità;
- per i posti comuni e di sostegno, in un quesito, articolato in otto domande a risposta chiusa, volto alla verifica della comprensione di un testo in lingua inglese almeno al livello B2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue.
PROVA ORALE
La prova orale per i posti di sostegno verte sul programma di cui al medesimo Allegato A e valuta la competenza del candidato nelle attività di sostegno all’alunno con disabilità volte alla definizione di ambienti di apprendimento, alla progettazione didattica e curricolare per garantire l’inclusione e il raggiungimento di obiettivi adeguati alle possibili potenzialità e alle differenti tipologie di disabilità, anche mediante l’impiego delle tecnologie dell’informatica e della comunicazione.
La prova orale ha una durata massima complessiva di 30 minuti e consiste nella progettazione di una attività didattica, comprensiva dell’illustrazione delle scelte contenutistiche, didattiche, metodologiche compiute e di esempi di utilizzo pratico delle tecnologie dell’informatica e della comunicazione. La commissione interloquisce con il candidato e accerta altresì la conoscenza della lingua inglese a livello B2 sia per i posti comuni e di sostegno. Le tracce delle prove orali sono predisposte da ciascuna commissione secondo il programma di cui all’Allegato A del Decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca n. 327 del 9 aprile 2019. Le commissioni le predispongono in numero pari a tre volte quello dei candidati ammessi alla prova. Ciascun candidato estrae la traccia, su cui svolgere la prova, 24 ore prima dell’orario programmato per la propria prova. Le tracce estratte sono escluse dai successivi sorteggi. Per la valutazione della prova orale, la commissione si avvale della griglia di valutazione di cui agli allegati B1/B2/B3/B4 al Decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca n. 327 del 9 aprile 2019. La commissione assegna alla prova orale un punteggio massimo complessivo di 40 punti. La prova è superatadai candidati che conseguono un punteggio non inferiore a 28 punti.
DIARIO E SEDE DI SVOLGIMENTO DELLE PROVE D’ESAME
VALUTAZIONE DELLE PROVE
Le commissioni giudicatrici dispongono di cento punti, di cui:
- quaranta per le prove scritte
- quaranta per la prova orale
- venti per i titoli culturali e professionali.
Il risultato della prova preselettiva non concorre a formare il punteggio utile ai fini della graduatoria finale.
DICHIARAZIONE, PRESENTAZIONE E VALUTAZIONE DEI TITOLI
I titoli valutabili sono quelli previsti dal decreto del Ministro dell’istruzione e devono essere conseguiti o, laddove previsto, riconosciuti entro la data di scadenza del termine per la presentazione della domanda di ammissione. La commissione giudicatrice assegna ai titoli un punteggio massimo complessivo di 20 punti. Costituiscono oggetto di valutazione da parte della commissione giudicatrice esclusivamente i titoli dichiarati nella domanda di partecipazione al concorso. Il candidato che ha ricevuto dall’USR competente la comunicazione del superamento della prova orale presenta al dirigente preposto al medesimo USR i titoli dichiarati nella domanda di partecipazione, non documentabili con autocertificazione o dichiarazione sostitutiva. La presentazione deve essere effettuata entro e non oltre quindici giorni dalla predetta comunicazione.
GRADUATORIE DI MERITO
La commissione giudicatrice, valutate le prove e i titoli, procede alla compilazione della graduatoria di merito distinta per ciascuna procedura concorsuale, nel limite massimo di posizioni corrispondenti ai posti banditi con una maggiorazione non superiore al dieci per cento. Le graduatorie di merito, approvate con decreto dal dirigente preposto all’USR responsabile dello svolgimento dell’intera procedura concorsuale, sono trasmesse al sistema informativo del Ministero e sono pubblicate all’albo e sul sito internet dell’USR. Per le procedure concorsuali per le quali, ai sensi dell’articolo 400 comma 02 del Testo Unico, in ragione dell’esiguo numero di posti disponibili, è disposta l’aggregazione territoriale delle procedure, sono approvate graduatorie distinte per ciascuna regione.
Allo scorrimento delle graduatorie di merito regionale si applica la procedura autorizzatoria di cui all’articolo 39 della legge n. 449 del 27 dicembre 1997 e successive modificazioni. Le graduatorie sono utilizzate annualmente, nei limiti di cui all’art. 4 comma 1- quater lettera c) del Decreto Legge, ai fini dell’immissione in ruolo, fermo restando il diritto al ruolo, in anni successivi, dei candidati dichiarati vincitori. La rinuncia al ruolo da una delle graduatorie di merito regionali comporta esclusivamente la decadenza dalla graduatoria relativa.
ASSUNZIONE IN SERVIZIO
I docenti immessi in ruolo sono sottoposti, per la conferma, al periodo di formazione e di prova disciplinato ai sensi della normativa vigente, ad eccezione dei docenti che abbiano già superato positivamente il predetto periodo, a pieno titolo o con riserva, per il posto specifico.
RICORSI
Avverso i provvedimenti relativi alla presente procedura concorsuale è ammesso, per i soli vizi di legittimità, ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, entro 120 giorni, oppure ricorso giurisdizionale al competente T.A.R., entro 60 giorni, dalla data di pubblicazione o di notifica all’interessato.
Precari, Gilda: più valore al servizio per il concorso riservato
giovedì 6 febbraio 2020
Sia data anche a chi ha svolto 3 anni senza titolo sul sostegno la possibilità di partecipare per la propria classe di concorso
Riequilibrare i pesi dei punteggi assegnati alla prova e ai titoli, per valorizzare maggiormente l’esperienza didattica già maturata dai candidati. A chiederlo è la Gilda degli Insegnanti alla luce delle tabelle di valutazione dei titoli per il concorso riservato ai precari con 36 mesi di servizio.
“Secondo quanto stabilito dal ministero dell’Istruzione - afferma il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio - l’80 per cento del punteggio complessivo sarà destinato all’esito delle prove concorsuali e il restante 20 per cento ai titoli, compreso il servizio al quale sarà riconosciuto 1 punto per ciascuno anno prestato. Riteniamo che la distribuzione del punteggio sia sbilanciata e che l’esperienza già svolta in aula dai precari debba essere tenuta in maggiore considerazione nel computo dei titoli posseduti”.
“Inoltre - aggiunge Di Meglio - chiediamo con forza che i precari con i tre anni di servizio senza titolo sul sostegno possano partecipare alle procedure riservate per la propria classe di concorso. I docenti impiegati sul sostegno - spiega il coordinatore nazionale della Gilda - sono nominati sulla base della graduatoria delle proprie discipline per le quali risultano in possesso del titolo di studio richiesto. È fondamentale sottolineare, infatti, che non esiste la classe di concorso per il sostegno. Ciò che chiediamo, dunque, non è una sanatoria ma il legittimo riconoscimento del servizio prestato” conclude Di Meglio.
Roma, 5 febbraio 2020
Ufficio stampa Gilda Insegnanti
Bonus merito, Gilda: rimanga ai docenti
lunedì 10 febbraio 2020
Assegnare le risorse anche al resto del personale significa alimentare ancora di più il FIS
“La norma della legge di Bilancio 2020 che trasforma il bonus merito in FIS, non è accettabile perché, come sosteniamo con forza, si tratta di somme stanziate specificamente per i docenti e a loro devono restare”. È quanto ribadisce la Gilda degli Insegnanti alla vigilia del nuovo incontro sul tema con i sindacati previsto per oggi al ministero dell’Istruzione, contestando l’assegnazione delle risorse anche al personale non docente.
“In questo modo si vanno ad alimentare ulteriormente le casse di quel Fondo di istituto nato nel 1995 nel corso di un rinnovo contrattuale non firmato dalla Gilda e che la nostra organizzazione sindacale ha sempre avversato perché considerato una sorta di trattenuta mascherata sullo stipendio per ricompensare attività che nulla hanno a che vedere con l’aspetto professionale. Non è raro, infatti, che le risorse del FIS vengano utilizzate dai Dirigenti scolastici per retribuire le funzioni di tipo organizzativo svolte dai loro staff, molte delle quali sarebbero di sua competenza”.
“Come abbiamo più volte dichiarato, le somme del bonus merito devono confluire negli stipendi e in sede di rinnovo del CCNL la Gilda farà valere con forza questa rivendicazione, si tratta di un atto di giustizia e non di prevaricazione nei confronti degli altri lavoratori della scuola. Sottrarre ciò che era stato già assegnato ai docenti per distribuirlo ad altri non è un atto di democrazia ma la dichiarazione che il docente è funzione residuale nel processo dell’insegnamento. Idea a cui la Gilda si è sempre opposta e sempre si opporrà”, conclude il sindacato.
Roma, 10 febbraio 2020
Ufficio stampa Gilda Insegnanti
Maltrattamenti alunni, Lodolo D’Oria: basta con volgarità e luoghi comuni sessisti sulle maestre
Lettera aperta, scritta da Vittorio Lodolo D’Oria, medico specialista esperto in malattie professionali degli insegnanti, a proposito di come sarebbe stato mal posto il tema dei “Presunti Maltrattamenti a scuola dei bambini” durante una puntata della trasmissione “Strada facendo”, su Rai Isoradio.
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